L’incrocio di Genova è stato anche nel segno dei Mancini, un cognome che evoca ricordi tricolori sampdoriani. Ma stavolta è in acqua che sono emersi due mancini: Gabriele, tornese che si è messo in evidenza sia nei 100 che nei 200 rana. E ancora di più, perché inattesa, Lucrezia Mancini, spoletina del 2008, allenata da Piero Santarelli. La ranista umbra in 2’22”96 ha superato al 13° posto nel ranking alltime il 2’23”09, anche se si sa che la tarantina nuota i 50 e 100 rana più che i 200. Ma resta il segnale di questa emergente Mancini. E del resto la vasca corta, gli stessi Europei (ricordiamo quando si rivelò Alessia Polieri a Eindhoven 2010 e che poi a Chartres 2012 andò a prendersi la medaglia europea) sono il primo trampolino di lancio. Proprio mentre si parla di transizione generazionale, di inevitabile rinnovamento, il ritorno di Gabriele (che già era entrato in nazionale), allenato da Satta, e la sorpresa di Lucrezia (attesa la prossima settimana a Livorno per il Memorial Corrado Rosso) sono due buone notizie per il nuoto italiano. Soprattutto perché fatichiamo nei rana sia maschili che femminili.
di Stefano Arcobelli
La Gazzetta dello Sport

